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Utente: 0speed
Nome: Video Puntozero
Nata nel 2001, l’Associazione Culturale Punto Zero ha lo scopo di dar vita ad un festival incentrato sul concetto di cinema indipendente. La prima edizione di questo festival (Videopuntozero) si tiene a Torino nel 2001 e immediatamente l’associazione si apre a temi nuovi: media, tecnologie, new media art, video arte e sperimentazioni digitali, live show con videoproiezioni, mixer e computer, vjing, videoinstallazioni, performance multimediali… Nel corso degli anni Videopuntozero acquisisce le caratteristiche di un vero laboratorio di sperimentazione e conoscenza che nel corso delle sue cinque edizioni coinvolge numerosissimi artisti di ogni tipo e estrazione. Attraversa anche fasi di stasi data l'intensità dei percorsi personali dei singoli componenti. Attualmente VPZ è attiva sul fronte della produzione di cortometraggi e si occupa di visual art e videoinstallazioni, nella maggior parte dei casi in occasioni di manifestazioni illegali o semi-legali. Questo blog ha lo scopo di documentare i vari fronti delle attività di VPZ e di segnalare i suoi spostamenti. E' aperto, come tutte le attività di VPZ, ad ogni sorta di collaborazione. Creato con il contributo di Dropoutexperience.com
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giovedì, 19 novembre 2009

urss20nov2009United

Venerdì 20 novembre

United Club
Corso Vigevano 33/U
Torino
Ingresso € 6 consumazione compresa

http://torino.2night.it/articoli/dancing/146106/urss-united-allo-united-club.html

http://www.myspace.com/unitedclub

 

postato da: 0speed alle ore 16:38 | Link | commenti
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sabato, 14 novembre 2009

Trailer di "IO", un progetto in super 8 attualmente in lavorazione.
Realizzato da Lorenzo Arioni.
Musiche originali: ONQ.

 

 

postato da: 0speed alle ore 12:52 | Link | commenti
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venerdì, 06 novembre 2009
 
Lontani Dal Centro
compagnia teatrale
 
Presenta::
 
A LIBRO CHIUSO
 
“Incontro anomalo con tre scrittori torinesi”.
 LOCANDINA ULTIMA
 
Tre scrittori, Marco Giocosa, Giovanni Polesello ed Emanuele Serra, presenteranno le loro opere, parleranno di se o di ciò che vorranno, cercando talora di applicare la metodologia su cui si basa il lavoro teatrale della compagna Lontani dal centro.
Tre attrici, Marina Angelino, Sara Barozzino e Silvia Limone, potranno potenzialmente coadiuvarli.     
 
Vi invitiamo a cercarli nelle stanze in cui si celano alla vostra vista, senza sapere nulla di loro, così come potreste entrare in una libreria senza alcuna informazione sui libri da acquistare. Su cosa basereste la vostra scelta?
 
Le poche regole a cui attenersi, per ascoltare i tre autori, vi verranno comunicate dalla voce di Fulvio Abbracciavento, metronomo dell’evento. Partecipa musicalmente Alessandro Garbolino.
 
Venite a scoprire l’arcano
 
MERCOLEDI’ 11 NOVEMBRE 2009 - ORE 21.30 -
Presso “CAFE’ LIBER” Corso Vercelli n° 2 – Torino 
Informazioni allo 011-7651610 / 347-9180939
 
INGRESSO GRATUITO
 
 
postato da: 0speed alle ore 11:33 | Link | commenti
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giovedì, 05 novembre 2009

Le Pornographe

Di Bertrand Bonello


(Francia 2001, dur.107')

pornographe

La conoscenza della storia del cinema non è completa se non comprende anche la sua faccia oscura ed emarginata, sospesa tra mito e ridicolo, quella del porno. Se si guarda ancora al porno come ad un fenomeno basso e deviante si ignora una storia ormai consolidata nella cultura di massa e la perentorietà e la costanza con la quale il porno s'insinua nel mainstream (non solo cinematografico).

Il porno entra nella storia del cinema esibendo la rottura dei vincoli sociali per tornare all'appagamento totale del desiderio, al desiderio completo, de-responsabilizzato e quindi astratto, fantastico, al principio del piacere. Tra i primi film porno ad essere stati sdoganati e ad uscire dalla clandestinità c'erano quelli girati in California in seno alle comunità hippies, dove il "libero amore", il pacifismo e le droghe costituivano i momenti di rottura con il passato, per realizzare una società meno conflittuale, più libera e felice.

Capitolo essenziale della storia del porno è quello costituito dai film francesi degli anni '70, espressione di registi di provenienza disparata, non privi di pretese artistiche e socioculturali: Patrick Aubin, Claude Bernard-Aubert (che firmava Burd Tranbaree), Gerard Kikoine, Francis Leroi, Michel Berny (o Barny), Claude Mulot (Frédéric Lansac)... sono alcuni dei nomi più importanti che hanno girato in brevissimo tempo dozzine di pellicole, alcune delle quali indimenticabili.

Pur non volendo esagerare l'importanza di questi film, guardando indietro a questo cinema ormai con sguardo archeologico, non possiamo non stupirci per la frequente finezza nella composizione delle immagini, per il senso dell'umorismo e per una visione della sessualità sempre più psicologica che ginecologica. Le trame di questi film insistono sullo scambio di partners,sull'orgia, sulla polifamiglia, sul vouyerismo come componenti essenziali delle sessualità.

Con continui riferimenti alla cultura pop e al fumetto, sono film attraversati da storie esilissime, funzionali solo alla realizzazione di una fantasia sessuale, di un desiderio o sogno. Con questo, anche operando in ambiente underground e di fatto al servizio del noto "pubblico di camionisti", questi registi volevano fare comunque cinema. Lo testimoniano la cura e l'arte messa in molti di questi film, la scelta del cast e delle ambientazioni, la fotografia e il montaggio. Pellicole senz'altro artigianali, spesso frettolose, ma pur sempre aspiranti alla dignità del linguaggio cinematografico. 

E' sicuramente nei film francesi di questo periodo che sesso, vouyerismo e i più disparati strumenti per registrare e riprodurre immagini vengono messi in contatto quasi simbiotico. Videoregistratori, telecamere betacam, macchine fotografiche polaroid che scatta(va)no foto istantanee, registratori audio a bobine, proiettori Super8 e cineprese amatoriali... compaiono in massa a fianco degli inevitabili gadget erotici, in largo anticipo sui tempi.

Questo periodo che ancora oggi rende felice ogni pornografo del pianeta muore negli anni '80. Qualcosa di questo spirito ogni tanto viene evocato dalla tomba in operazioni di revival (pensiamo a video come Le Parfum de Mathilde, con uno script di jean Rollin, che trasmigrò dai suoi romantici film di vampiri al porno per motivi esclusivamente alimentari), ma intanto l'artigianato militante è ora industria militare e soprattutto la pellicola si è ridimensionata in nastro magnetico prima, in file digitale adesso.

In Le Pornographe un regista riprende ormai anziano a fare film porno. Uscito dagli anni '80 dalla scena ha bisogno di soldi, ma vorrebbe tornare al suo vecchio lavoro ripristinandone il suo fulgore creativo. Invece è totalmente impotente, il suo stile è invecchiato, i suoi set, che erano allestimenti di orge spontanee ed istintive, si sono raggelati e hanno bisogno del continuo intervento del produttore. Il porno non è più un gesto "rivoluzionario", non c'è più nessuna libertà da conquistare, ci sono solo debiti da pagare.

Intanto cerca di recuperare il rapporto con il suo unico figlio che ha lasciato casa appena ha saputo che lavoro faceva papà (e su cui il libertino e rivoluzionario regista aveva mentito). Il figlio è un altro tipo di idealista: "In Le Pornographe un figlio parla a suo padre della difficoltà di vivere dopo un'epoca in cui il piacere e il desiderio sembravano così presenti. (...) è una questione che mi ossessiona da sempre, è qualcosa di essenziale, di ancestrale e di contemporaneo al tempo stesso. (...) Perché la realtà, il mondo che ci si offre attualmente, non ci permette più di vivere nel piacere, di essere noi stessi, pienamente" (1)

Le Pornographe è un film monopolizzato dalla figura del suo personaggio centrale, il fittizio regista Jacques Laurent interpretato da  Jean-Pierre Léaud. Nel film la tesi che la pornografia sia misogina è coerente con la figura di questo pornografo che ama il sesso ma in fondo odia le donne. La misoginia del pornografo Jacques Laurent scaturisce e insieme alimenta la stessa paurosa solitudine dalla quale cerca di difendersi indossando la maschera del disgusto. Odia le donne solo perché non può e non potrà mai averle. Sogna di girare una scena in cui una caccia alla volpe ha come preda una donna nuda. Chi la prende può possederla. La scena dovrebbe virare nell'astratto. Jacques Laurent forse ha qualche possibilitè di girare questa scena, ma di sicuro, benché la insegua da una vita, non catturerà mai la volpe.

"È possibile ricreare una zona in cui concentrare tutte le suggestioni da cui siamo più tentati? E che prezzo bisognerebbe pagare per rendere possibile uno spazio simile? Ci si può disfare temporaneamente di tutti i principi di realtà e vivere il sogno. Un sogno combattivo, eccessivo. Vivere senza perdere coscienza del fatto che non siamo eterni". (1) Così Bertrand Bonello parla, in un'intervista a proposito di De La Guerre (2008), il suo ultimo film, dove un uomo rimasto sepolto vivo per 24 ore tenta una rinascita attraverso gli insegnamenti e il duro addestramento di un guru che ha le fattezze di Asia Argento. Le Pornographe è un film sulla delusione, e sul passaggio dagli ideali romantici del '68 alla loro conversione in PIL nel presente. Il risultato è un film non chiuso alla speranza, ma dai toni lividi, con alcune brevi scene di sesso esplicito di allucinata freddezza.

1) - http://www.sentieriselvaggi.it/articolo.asp?art=25042&sez0=5&sez1=0

postato da: 0speed alle ore 10:55 | Link | commenti
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domenica, 01 novembre 2009

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categoria:videopuntozero, tohorror
mercoledì, 21 ottobre 2009

La IX edizione del TOHorrorfimfest si apre il 21 ottobre per la quarta volta ospite del Café Liber e del cinema Empire, ispirata dal tema di quest'anno: ALTRI MONDI. Alle consuete sezioni di concorso (lungometraggi, corti, animazioni, experimental&mutations, sceneggiature, colonne sonore) si alterneranno come nella tradizione del festival incontri, concerti, performance, mostre ed itinerari notturni.
Tra gli eventi la presenza di Jean Rollin maestro del cinema horror francese degli anni settanta, l'incontro su James G. Ballard (scomparso quest'anno e a cui è dedicato il festival) alla libreria Feltrinelli, con la partecipazione del professor Antonio Caronia, esperto di nuovi media e traduttore di Ballard, e la scrittrice Alessandra C., la mostra di fumetti "Heavy Bone" di Enzo Rizzi, l'incontro al Circolo dei Lettori con gli autori della casa editrice EdizioniXII, il concerto MTomb a cura di Marco Testa e VideoPuntoZero.

TOHORROR Film Fest 2009 - Locandina ufficiale


Oltre alla proiezione di uno dei classici di Jean Rollin, "Fascination", proporremo due lungometraggi italiani fuori concorso: lo splendido "Road to L." di Federico Greco e Roberto Leggio, e "Sinner", l'ultimo lavoro di Alessandro Perrella con Robert Englund. Sempre fuori concorso al Café Liber la serie web "Arise", prodotta a Torino, e "Dirty Love", lungometraggio di Patricio Villadares, scritto dal torinese Andrea Cavaletto.

Il festival si concluderà sabato 24 ottobre con ospite a sorpresa Federico Zampaglione, leader dei Tiromancino, che presenterà in anteprima nazionale il trailer del suo ultimo film (horror) dal titolo "Shadow", in uscita nelle sale italiane nel 2010.
A seguire la premiazione dei vincitori dei concorsi e un furioso party con la musica di Lele Roma.

http://www.tohorrorfilmfest.it/

postato da: 0speed alle ore 11:34 | Link | commenti
categoria:tohorror, jean rollin
sabato, 05 settembre 2009

radiodigitale.info è stata la voce del nostro festival, quello di radiodigitale.info era, ai tempi della sua attuazione, un progetto pionieristico, come il festival a cui dava la voce.

Esserci incontrati era inevitabile, intanto gli anni passano ed ecco quello che succede, per fortuna arriva qualcono a darci una mano:

scf

In difesa dei diritti di artisti e produttori discografici

Ecco a Voi SCF

il consorzio che gestisce in Italia la raccolta e la distribuzione dei compensi, dovuti ad artisti e produttori discografici, per l’utilizzo in pubblico di musica registrata, come stabilito dalle direttive dell’Unione Europea e dalla legge sul diritto d’autore.

Costituito nel 2000, con decisione favorevole dell'Antitrust (provvedimento n. 7422 - 27 luglio 1999), il consorzio SCF è oggi composto da case discografiche major e indipendenti e attualmente tutela i diritti discografici di oltre 280 imprese, rappresentative di larga parte del repertorio discografico nazionale e internazionale pubblicato in Italia.

javascript:void(0); SCF gestisce, inoltre, i diritti di decine di migliaia di artisti ed interpreti italiani e stranieri, grazie agli accordi di collaborazione con IMAIE, Istituto Mutualistico Artisti Interpreti Esecutori. Infine, per conto di AFI e AUDIOCOOP, SCF raccoglie i compensi riferiti al repertorio delle etichette discografiche loro associate, nell'ambito del settore della pubblica diffusione.
Al servizio degli utilizzatori, per la diffusione di musica nel rispetto della legalità

SCF negozia con i singoli utilizzatori o con le loro associazioni di categoria la misura del compenso dovuto ad artisti e produttori discografici e, attraverso il rilascio di un’unica licenza, consente agli utilizzatori di diffondere in pubblico il repertorio musicale di tutte le case discografiche rappresentate dal consorzio, nel rispetto di quanto stabilito per legge.

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Grazie SCF!! Ecco le conseguenze:

 

LA RADIO OGGI È OFFLINE

 SIAE e SCF ci hanno chiesto, avvalendosi delle leggi in materia di diritto d'autore, la stipula di due contratti separati, che prevedono il pagamento di corrispettivi forfettari per il nostro operato. Questi contratti tengono conto della natura non-profit del progetto, classificandoci come "web radio istituzionale", ma ci impongono ugualmente cifre molto elevate e chiaramente inaffrontabili per una web radio realmente indipendente e non-profit.

radiodigitale.info, per essere libera di scegliere quale musica proporre ai suoi ascoltatori, ha deciso di firmare il contratto con la SIAE.

Oggi SCF, consorzio privato che gestisce la raccolta e la distribuzione dei compensi di parte della musica distribuita in Italia, dovuti ad artisti e produttori discografici, per l’utilizzo in pubblico di musica registrata, ci chiede di firmare un contratto.

Ci chiede di firmare un contratto che prevede il pagamento di esosi diritti a fonografici ed esecutori seppur siano gli stessi che, molto spesso, ci propongono e ci forniscono gratuitamente i promo dei loro progetti musicali, perché i conduttori possano farli ascoltare e parlarne in radio.

Il contratto SCF (im)pone che non vi sia altra diffusione se non quella effettuata attraverso la diretta streaming. Questo vuol dire che radiodigitale.info risulterebbe illegale se utilizzasse altre forme di trasmissione del file, sfruttando e sperimentando le tecnologie che ogni giorno si evolvono.

Ci accorgiamo purtroppo che in Italia un progetto non-profit come il nostro è illegale, o comunque difficilmente sostenibile da una realtà realmente non-profit.

radiodigitale.info, non avendo ancora sottoscritto un contratto con SCF, ha messo temporaneamente offline il suo sito e ha deciso di prendersi una pausa, per fermarsi a riflettere, per decidere se andare avanti così o se cercare una nuova strada, lontana da certe dinamiche.

Grazie a chi ci ha seguito e a chi ci seguirà in questi giorni, durante i quali non ci fermeremo, ma "faremo radio", trasmettendo il nostro sciopero bianco, come questa pagina (non era mai successo che ci vestissimo di bianco), intervistando amici, musicisti e discografici perché ci possano aiutare a decidere, senza musica, con le parole.

radiodigitale_logo

Ma cosa accadrebbe se rifiutassimo di pagare?

 

 

postato da: 0speed alle ore 16:40 | Link | commenti
categoria:scf , consorzio fonografici, radiodigitale
giovedì, 13 agosto 2009

VPZ_Viagra3

Carissimi amici ed eroi,

siamo contenti di comunicarvi chel'Accademia del Cinema Italiano ha assegnato il David di Donatello come miglior lungometraggio documentario del 2009 a RATA NECE BITI (LA GUERRA NON CI SARA'), il film di Daniele Gaglianone prodotto da Baby Doc Film.

E' opportuno ricordare che Baby Doc Film è una piccola società di produzione nata da una costola di Videopuntozero. E' un grande onore per noi la conquista di un riconoscimento così importante in meno di un paio d'anni di attività di Baby Doc Film, onore che investe anche tutti i nostri collaboratori e i partecipanti alle nostre iniziative, perché testimonia la serietà, la coerenza e la passione che hanno animato il nostro lavoro in questi ultimi anni.

D'altra parte è evidente che se i destini individuali dei componenti di Videopuntozero stanno maturando e diventando più interessanti e complicati, il collettivo nel suo insieme risente gravemente di questa dispersione di energie. Per la prima volta da quando abbiamo iniziato a progettare eventi come il nostro festival o gli acidissimi happening notturni della serie Antizero, dobbiamo ammettere di non riuscire più a concludere.

La sesta edizione di Videopuntozero è tutta nei nostri cassetti, ma non troviamo più soluzioni pratiche adeguate alle nostre esigenze, che nel frattempo sono giustamente cresciute. Il nostro rifiuto degli ambienti istituzionali e politici (siano essi quelli delle istituzioni ufficiali che antagoniste, siano essi il Comune, la Regione o la Provincia oppure gli stessi Centri Sociali Occupati e/o Autogestiti) ha fatto sì che le nostre scelte si restringessero fino a ridursi al lumicino. Ma sono soprattutto le scelte private e personali, esistenziali, professionali e artistiche dei singoli componenti del gruppo, a mettere in crisi una compattezza che non era mai stata messa in discussione.

Per onestà è quindi necessario riconoscere il nostro momentaneo scacco, e accompagnare alla notizia di una bella vittoria anche quella di una mesta consapevolezza: Videopuntozero è in latenza, e chissà quando tornerà in azione.

La nostra mailing list verrà congelata in attesa di tempi migliori, vi faremo ricorso se torneremo ad occuparci di manifestazioni d'interesse collettivo.

Le nostre attività collaterali al festival continueranno. Continueremo a produrre video, a creare progetti, a partecipare alle manifestazioni che ci inviteranno, e a collaborare con i molto amici con cui abbiamo trascorso alcuni momenti davvero irripetibili. Visitate di tanto in tanto le pagine di questo blog e non ci perderete di vista. 

A presto!

VPZ

VPZ_Viagra2

lunedì, 27 luglio 2009

ANTYCHRIST

Di Lars Von Trier

(Danimarca, 2009. Dur. 109’)

Con Willem Dafoe e Charlotte Gainsbourg

 antichrist

Non ho fatto questo piccolo film, che mi piace tantissimo, per il pubblico, ma per me stesso. Non devo giustificarmi, né difendermi. E’ stato Dio ha indicarmi le scelte da fare, ma questo non significa dire che siano necessariamente buone scelte.

Io sono il migliore regista del mondo. Molti altri registi pensano questo di se stessi, ma non lo dicono. Per quanto mi riguarda io di me stesso lo penso molto profondamente, anche se può non essere vero.1

 §

Nazisti, schiavi e padroni. Sono immagini estreme che uso per esaminare le categorie che hanno impresso su di me un’impronta. La mia famiglia aveva una idea molto chiara di cosa fosse giusto o sbagliato, del kitsch o della vera arte. Nei miei film traduco queste certezze in domande. Non cerco la provocazione, dichiaro guerra ai miei stessi schematismi, sono in guerra con me stesso, contro i modelli educativi con i quali sono cresciuto, i miei stessi valori. Attacco la filosofia da benpensanti che prevaleva nella mia famiglia.

Sì, sono un moralista. Ma non voglio che i miei film siano moralisti. E non voglio che tu pensi che io sia un moralista. Voglio che tu pensi che io sia crudele, duro e virile. 2

 §

Quando sono stato a Cannes l’anno scorso ho incontrato il nuovo Governatore della California, Arnold Schwarzenegger. Mi ha chiesto come andava e io gli ho risposto: "Ba’, non mi sento tanto bene e ho sempre paura che accadano le peggio cose" e lui mi ha risposto: "Oh, io sono proprio l’opposto! Mi aspetto sempre che tutto vada per il meglio"

Comunque sia preferisco essere pessimista in Danimarca, e fare film, piuttosto che ottimista, e governare la California. 3

 §

"Anche in questo film, vedi, io non faccio altro che raccontare sempre la stessa storia"

"E quale sarebbe?"

"Be’, quella di un qualche tipo di idealista che penetra in un ambiente con conseguenze devastanti. Sotto certi aspetti è anche la storia di questo film" 4

 §

Io provengo da una famiglia di comunisti mudisti. Potevo fare quello che volevo. I miei non si interessavano se andavo a scuola o mi sbronzavo. Dopo un’infanzia del genere cerchi delle restrizioni.

Io cerco di trovare i limite che restringano il mio raggio d’azione e la mia libertà estetica. Così posso concentrare tutte le mie energie in questo piccolo spazio. E’ molto semplice: chiuso in una prigione sei in una posizione migliore per pensare alla libertà. 2

 §

Questo film piacerebbe ai danesi, eh? Io vivo in Danimarca e Lars Von trier è una persona malata. Se non mi credete andate a leggere. Ha dei seri problemi mentali (…) Il film è sopravvalutato, nessuna trama, pura malvagia violenza. Non sento il bisogno di questo film, vivere in Danimarca è già un orrore di per sé, non abbiamo bisogno di ulteriori energie negative attorno a noi. Ce ne sono già abbastanza al momento. Per favore, non perdete il vostro tempo con questo schifo di film. Guardate un film che vi ispiri, che evochi sentimenti e pensieri positivi. Questo è solo il prodotto di una mente deviata.

Lars Von Trier, sei malato! Smettila di fare film e lasciaci in pace! 5

antichrist_ver2

1 Dichiarazioni rilasciate alla conferenza stampa del Festival di Cannes 2009, per Antichrist

2 Da un’intervista di Katja Nicodemus per Die Zeit, 10 Novembre, 2005

3 Da Times Online, 1 Febbraio 2004

4 Da un’intervista di Lucy Muss su guardian.co.uk, 20 October 2006

5 Recensione di mefisto37 from Aarhus, Denmark su IMDB: http://www.imdb.com/title/tt0870984/

postato da: 0speed alle ore 23:32 | Link | commenti
categoria:lars von trier, antychrist
sabato, 30 maggio 2009

NUOVO CINEMA VALIUM

La prima rubrica organica di VPZ è dedicata al cinema e alle sue soglie. La dedichiamo anche ad un noto narcotico venduto legalmente da anni nelle farmacie. Infatti una delle soglie che più facilmente si raggiunge con il cinema è quella del sonno. Se siete stati costretti alla passione per il cinema dall’insonnia, questa rubrica contiene nuovi stimoli per raggiungere albe ancora in bianco e nero e visioni eccentriche e rare.

postato da: 0speed alle ore 14:12 | Link | commenti
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